Abat-jours

English version below

Progetto per la casa circondariale di Genova-Pontedecimo.
L’ accensione e lo spegnimento dell’abatjours evoca reminiscenze infantili ed è il gesto che segna il passaggio dallo stato di veglia – in cui azioni ed avvenimenti si svolgono alla luce naturale o elettrica – a quella del sonno, del riposo che si svolge al buio della notte, all’ oscuramento delle fonti luminose, alla chiusura delle imposte.

In questo tempo rigenerante di transito nell’ inconscio, affiorano ricordi ed immagini che si compongono in Sogni, verosimili, surreali, simbolici, custodi di desideri, pensieri inconfessati.
Sogni fantastici, momenti di gioia e di libertà.
Il laboratorio con le detenute ha previsto più fasi nelle quali sono state messe in grado di riscrivere un proprio sogno, di personalizzare la propria abat-jour e di leggere il proprio componimento dopo l’ accensione della lampada.
La finalità del progetto, utilizzando le forme del gioco e della leggerezza, era di creare dei momenti di creatività immune da disagi e sentimenti d’ oppressione perchè queste persone conducono una quotidianità già appesantita da convivenze che ne impediscono intimità e privacy, confrontandosi con ritmi, ripetizioni, attese ed esiti legati alla loro carcerazione.
Ho cercato di creare uno spazio di evasione e di suggerire atteggiamenti ed attività che alzassero lo stato vitale delle persone coinvolte mettendo in risalto le loro potenzialità latenti, con la certezza che ne possano trarre soddisfazione e fiducia nelle proprie possibilità anche in un’ ottica futura.
La rieducazione legata all’apprendimento di nuove attività non comprende solo la sfera etica, ma anche quella emozionale.
La testimonianza ed la possibilità di divulgazione del lavoro svolto, rappresentano già una modalità d’ uscita dalla restrizioni degli spazi della carcerazione verso l’esterno.

Modalità di svolgimento
Gli incontri e la realtà del carcere hanno sovvertito ogni logica e consequenzialità rispetto all’idea iniziale.
La complessità del luogo e delle persone e le vicende a loro legate hanno scatenato varianti ed improvvisazioni. Ho scritto molti appunti, anche e soprattutto, quando il lavoro sembrava non lasciasse tracce tangibili .
Raccolte di Abat_jours, il coinvolgimento di una scuola elementare anche con l’installazione Dentro e Fuori, gli stessi testi consegnati all’interno del carcere letti fuori da attrici… L’organizzazione di aperitivi di sensibilizzazione, continuavano a portare aventi questo dialogo con l’esterno.
I sogni scritti hanno un carattere molto realistico e la dimensione della loro carcerazione.
Abituate a misurarsi con gli spazi concessi e non desiderati, non sconfinano né fisicamente il piccolo foglio che conteneva l’invito a scrivere ma che non doveva, assolutamente, esserne il supporto; né con l’immaginazione.
L’esperienza totalizzante se pur transitoria gli imponeva ragionamenti tali come fossero concepiti in una dimensione ergastolare e definitiva.
Per le foto ho comprato delle lunghe camicie da notte e pigiami neri che suggerissero l’abbigliamento da notte e le aiutassero alla riappropriazione di elementi della femminilità, quali la grazia e la delicatezza.

English version

Project by Loredana Galante for the Genoa-Pontedecimo casa circondariale (Casa circondariale: a prison for people who are waiting trial or serving a sentence of no more than three years).
The switching on and off of the night lamp brings up childhood memories and is the gesture which marks the passage from consciousness –during which actions and events take place under the natural or electric light-to sleep and resting, in the darkness of the night, away from light sources, when shutters are closed.
During this regenerating time of transit in the unconscious, memories and images made in Dreams surface. They are plausible, surreal….symbolic, desire keepers, unconfessed thoughts.

Beautiful dreams, moments of joy and freedom.
The workshop for female convicts saw several stages during which they were given the opportunity to rewrite their own dream, personalise their own night lamps and to read their own work after switching on the lamp.
The aim of the project was to create, through playfulness and lightness, moments of creativity immune from feelings of oppression and uneasiness and a daily life burdened by a communal life which prevents intimacy and privacy; the workshop confronts them with paces,repetitions,pauses and outcomes linked to their detention.

I attempted to create a getaway, and to suggest attitudes and activities which improved the life of the people involved by emphasizing their latent potential, confident that they will gain satisfaction and trust in their present and future abilities.
Re-education through the learning of new activities doesn’t only include ethics but also emotions.
Witnessing and sharing this work already represent a way out of the confinement from the outside world caused by detention.

DIARY
The meetings and the reality of the prison have subverted all logic and consistence of the original idea.
The complexity of location, people and events they are linked with have brought about variations and improvisation. I wrote many notes, especially when all the work didn’t seem to leave any trace.
Collecting night lamps, the involvement of an elementary school with the ‘In and Out’ project, the rehearsal by actors of the convicts’ writings…organising awareness aperitif evenings. These are the things which developed dialogue with the outside.

Transcribed dreams have a realistic nature and convey the dimension of their imprisonment.
Being used to measure themselves against allocated and not desired spaces, they didn’t physically cross boundaries on their small paper sheet (which was an invitation but by all means not a support) nor did they do so with their imagination.

The all-absorbing -yet transitional- experience imposed a definitive form of thinking which resembled the one of a life convict.
For the photo session I purchased long nightgowns and black pyjamas, setting a night style clothing and helping them to regain feminine elements, such as grace and delicacy.

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